Don Donato Lauria e le difficoltà del rione Cocuzzo di Potenza

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Ci sono luoghi che sembra siano destinati a non avere un lieto fine, come se parole come felicità, comprensione, unione e famiglia non sembrano mai giungere ai cuori delle persone che abitano quei luoghi e dove si ritrovano a vivere.
Il rione Cocuzzo di Potenza è uno di questi: un luogo di periferia malfamata dove la gente lotta quotidianamente per trovare un briciolo di pace e di armonia, anche laddove questi elementi sembrano essere quasi un’utopia lontana ed inafferrabile.

Tuttavia, a dare speranza alle tante persone che vivono nel rione Cocuzzo, ci ha pensato Don Donato Lauria, un parroco che da anni lotta per fare in modo che la sua comunità religiosa possa trovare la speranza anche in un luogo dimenticato.

Don Donato e il suo rione

Innanzitutto, è bene cercare di delineare nella maniera più sincera e realistica possibile il luogo di cui si parla: il rione Cocuzzo di Potenza, difatti, si configura subito come una sorta di rione dormitorio, un enorme palazzo di cemento chiamato ”serpentone” dai locali, che ospita nel suo grosso stomaco ben 3.500 famiglie.
In un luogo del genere sembra che la malinconia regni sovrana, quasi come un morbo che nasce dalle intossicazioni delle antenne sui balconi, degli enormi cortili asfaltati e dei murales sgretolati alle pareti.

Tuttavia, però, spesso è possibile trovare un lieto fine, anche laddove talvolta sembra che l’unico epilogo possibile sia quello drammatico e triste: giunto nel rione Cocuzzo nel 1999, Don Donato Lauria ha sempre nutrito un forte interesse per questa realtà così dimenticata e così difficile, facendo così di questo rione un vero e proprio obiettivo di vita.

Come sono cambiate le cose negli anni

Una volta entrato in contatto con una realtà così complicata, Don Donato nota una cosa che salta subito all’occhio: la totale assenza di familiarità.
Quasi come se il cemento armato mortificasse naturalmente ogni qualsivoglia senso di calore, Don Donato desidera fortemente fare in modo che si crei un senso di appartenenza profondo, e che le tante persone che abitano il ”Serpentone” possano sentirsi coinvolti nelle tante attività che Don Donato propone.
Il punto di partenza è semplice: Don Donato come prima cosa, infatti, mette su un oratorio dove i ragazzi, il cuore pulsante della nostra società, possono riunirsi e giocare tra di loro, riscoprendo così il piacere di conoscersi e di condividere delle ore all’aria aperta.
Non passa molto tempo che le tante famiglie cominciano a sentirsi parte di qualcosa di molto più grande, un qualcosa che anno dopo anno assume sempre di più la forma chiara ed infinita di famiglia.
In un luogo dove prima regnavano la paura, il caos e la dispersione, adesso il rione Cocuzzo viene necessariamente associato alla parrocchia di Maria SS. Immacolata, il luogo simbolo della rinascita e della riqualificazione di un territorio altrimenti destinato all’oblio sempre più crescente ed inevitabile.

Don Donato Lauria: il coraggio e l’amore

Senza ipocrisia alcuna, è pacifico affermare che in un luogo del genere, dove prendere la strada difficile piuttosto che quella facile è molto più semplice, nessuno vuole entrarci.


Tuttavia, nonostante far cambiare idea sia un compito assolutamente arduo, è anche vero che Don Donato Lauria ci è riuscito perfettamente.
Grazie al coraggio e all’amore che ha sempre dimostrato, Don Donato è entrato nel cuore delle persone con le sue opere, dando così loro la speranza di credere in un futuro migliore per i propri figli, facendo in modo che questi possano beneficiare di innumerevoli opportunità.
Forse si potrebbe dire, senza timore di sbagliare, che è proprio questo il messaggio evangelico: diffondere la parola di Cristo, i suoi insegnamenti d’amore e di perdono proprio in quei luoghi che gli altri fuggono ed evitano. Come Cristo insegna, il medico deve andare dall’ammalato, e non dal sano.
Don Donato Lauria durante il suo sacerdozio ha sempre messo in pratica il messaggio di Cristo, dando così vita ad una realtà che ha l’odore della speranza e della voglia di trovare un riscatto sociale importante.

Cosa dicono le persone del rione Cocuzzo

Il rione Cocuzzo è fatto di una comunità viva e vibrante, che cela un grande cuore che pulsa forte dietro quelle mura di cemento: grazie a tutte le azioni poste in essere da Don Donato, gli abitanti del ”Serpentone” amano definirsi una famiglia, una vera e propria comunità che coopera costantemente per fare in modo che valori importanti come amicizia, amore, rispetto e solidarietà possano essere diffusi costantemente, facendo così in modo che l’operato di Don Donato non venga ingiustamente vanificato.


Se da un lato, dunque, c’è un sacerdote che ha dedicato tutto sé stesso alla valorizzazione di un territorio malfamato, dall’altro lato ci sono i membri della comunità che quotidianamente aiutano Don Donato nell’esplicazione dei tanti compiti giornalieri, contribuendo così al prosieguo della sua attività sociale.

In definitiva, quindi, Don Donato dimostra che non esistono realtà che non possono essere cambiate: grazie al costante impegno, all’amore per la propria missione e alla voglia di vedere i tanti giovani in grado di trovare un riscatto sociale, è possibile sempre e comunque sperare in un cambiamento.
Non importa quanti anni e quante risorse ci vogliano: la cosa fondamentale è fare in modo che in un luogo dove prima vigeva un senso di sconforto generale, adesso vi siano speranza e gioia.

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